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Il
marchio è l’identità che racconta una genealogia. |
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Ogni
dolce è un originale. |
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Ogni
forma è un totem. |
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Lavorare
i dolci è una fattura magica: pur nella chiarezza piena degli
ingredienti, |
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ancora
persiste il mistero della composizione. |
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C’è
un’alchimia che svela e nasconde il segreto della lavorazione. |
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Anna
P., maga e artista, racconta che il dolce si fa da sé: |
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c’è
un’intima corrispondenza tra mandorle e miele della stessa valle. |
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Hanno
bevuto la stessa acqua segreta, hanno respirato la stessa aria
tersa, |
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hanno
succhiato gli umori della madre terra. |
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Perciò
gli ingredienti, seguendo la loro natura, |
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tendono
a comporsi in un’amicizia di colori e di sapori. |
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Il
sapore non appartiene solo al gusto ma anche al tatto, alla visione
e all’olfatto. |
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Per
capire questa corrispondenza dei sensi presi dal piacere |
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bisogna
conoscere il “genio del luogo”. |
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L’identità
del territorio è la valle di Oliena: |
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i
santuari del mito e della storia sono le fonti del Gologone, il
villaggio nuragico di |
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Tiscali,
la grotta delle fate che ha nome la Voce. |
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L’ambiente
naturale è quello del parco del Gennargentu. |
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I
dolci sono offerti a tutti nella dimensione del dono. |
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La
ricca gamma di colori e forme esprime il linguaggio dei sentimenti: |
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Amarettos,
Papassinos, Aranzadas, Pistokkeddos, Ciambellas, Marigosos, |
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Corikkeddos,
Su Gattò De Mendula, Durke De Mendula, Durke De Nizzola,
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Durke
De Nuke, Ruvidos, Casadinas, Guelfos.
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Su
Pistiddu ha le trame della seduzione. |
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La
differenza è pregio. La varietà è ricchezza. |
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Ogni
nome svela il segreto del dono. Ogni forma è originaria. |
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Anna
P.: L’identità è lo stile, il valore è la qualità. |
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Il
tempo arcaico appartiene ancora al nostro presente: |
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I
dolci Anna P. ne sono i testimoni.” |
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Bachisio Bandinu |